Come nasce la terapia Cognitivo Comportamentale?

La terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) si sviluppa negli anni ’60 principalmente a partire dal lavoro di Aaron T. Beck e viene così definita in quanto integra due tipologie di intervento: quella comportamentista e quella cognitivista.
La terapia comportamentale ha origine con gli studi di psicologia sperimentale sul condizionamento classico di Ivan Pavlov e sul condizionamento operante di Burrhus Skinner.

Tali autori, assieme a John Watson, rappresentano i padri della corrente teorica del comportamentismo che, a partire dalla fine degli anni ’60, vede nell’utilizzo delle proprie tecniche di modificazione del comportamento (derivanti direttamente dalla ricerca sperimentale), delle applicazioni cliniche utilizzate nel campo della sofferenza mentale.
La ricerca scientifica, che in campo psicologico continua ad evolversi, ha fatto sì che intorno agli anni ’60 venissero superati alcuni limiti del comportamentismo grazie alle prime sperimentazioni di simulazione dei processi mentali attraverso il computer. In questo modo, la costruzione dei “modelli della mente” (spiegazioni che riguardano la memoria, il linguaggio, il ragionamento, le emozioni) e lo sviluppo di determinate tecniche ha posto l’accento non solo sulla modificazione del comportamento ma anche sulla modificazione dei pensieri e delle emozioni.
L’insieme di queste metodologie ha dato origine alla terapia cognitivo- comportamentale.

Che cos’è la Psicoterapia Comportamentale?

E’ una forma di terapia psicologica che si basa sull’assunto secondo il quale un disagio emotivo si manifesta attraverso il ripetersi di comportamenti problema ossia comportamenti di tale frequenza, intensità e durata che pongono in serio rischio l’equilibrio psico-fisico del soggetto e in alcuni casi la sicurezza di quest’ultimo e degli altri (soprattutto se si parla di Disabilità Mentale).
I comportamenti problema si mantengono nel tempo in quanto regolati da meccanismi di rinforzo.
Il rinforzo rappresenta un evento che aumenta la possibilità di ripetersi di quel comportamento (Es: “provo ansia nel fare una strada senza uscita perchè potrei sentirmi male e pertanto la evito”. L’evitamento è un meccanismo di rinforzo in quanto ogni volta che mi troverò di fronte ad una strada senza uscita aumenterà la possibilità che la eviti per paura di sentirmi male).
Obiettivo della terapia comportamentale è quello di comprendere questi meccanismi di rinforzo attraverso l’utilizzo di una particolare tecnica spiegata al paziente durante le sedute: l’Analisi Funzionale.
Tale tecnica, che è utilizzata anche dall’approccio cognitivista (Analisi Funzionale dei pensieri), permette di ottenere una lettura funzionale del comportamento stesso.

Che cos’è la Psicoterapia Cognitiva?

E’ una forma di terapia psicologica che si basa sul presupposto secondo il quale esiste una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamento.
Le rappresentazioni mentali del paziente ( pensieri automatici, credenze, schemi) permettono di spiegare il disagio psicologico ed il suo mantenersi nel tempo. Le reazioni emotive disfunzionali ed il disagio psicologico stesso sono il frutto di distorsioni contenutistiche.
Gli eventi esterni giocano un ruolo molto importante nella spiegazione dei disturbi emotivi in quanto si riferiscono al sistema di convinzioni ed alle esperienze del singolo soggetto. Ciò che permette di spiegare le reazioni emotive ed i comportamenti disfunzionali è il modo in cui gli eventi vengono interpretati sulla base dei contenuti e dei processi cognitivi dell’individuo. Lo stesso evento in due soggetti differenti può portare ad emozioni e comportamenti diversi a seconda di come venga interpretato. Questo spiega perché una stessa situazione- stimolo possa provocare in soggetti diversi, o nello stesso soggetto in momenti diversi, due reazioni completamente opposte.
La terapia cognitiva interviene sulle rappresentazioni mentali disfunzionali del paziente in quanto è l’interpretazione dell’evento stesso che determina il modo in cui lo si vive, in termini di emozioni, pensieri e comportamenti. Il fine è quello di creare le condizioni necessarie verso la risoluzione del disagio psicologico.
La terapia cognitiva permette di identificare i Pensieri Automatici Negativi che rappresentano il livello cognitivo più superficiale (pensieri rigidi, brevi, caratterizzati da distorsioni della realtà) per arrivare poi a sostituirli in maniera graduale con una modalità di pensiero più realistica ed funzionale.
Grazie al lavoro cognitivo, si risale poi ai costrutti intermedi (regole ed assunzioni disfunzionali) ed alle credenze di base o schemi che rappresentano il livello cognitivo più profondo (credenze ben radicate, globali, rigide ed ipergeneralizzate) che vengono messe in discussione e revisionate.
Si tratta della cosiddetta Schema Therapy (Young, 1990) che rappresenta un’integrazione della terapia cognitivo- comportamentale il cui obiettivo è quello di aiutare i pazienti a trovare modalità adattive di soddisfacimento dei propri bisogni profondi.

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